Inserito da: Just true respect | Ottobre 12, 2007

WATER

Amici miei ho voglia di condividere con voi questo libro, ho voglia di riflettere insieme, di confrontarci per arrivare poi un giorno a capirci senza usare inutili parole…

Un tema importante, un tema lontano da noi, lontano da tutte le fortunate donne che sono nate qui, un romanzo toccante scritto da Bapsi Sidwa sulla condizione delle giovani vedove indiane. Un romanzo da leggere senza pause per capire pienamente e con il cuore la vita di Chuya, la piccola protagonista senza colpa. Un libro che va letto.

PS: Solo per chi non riesce proprio a leggere (cosa che comunque non riesco a capire) c’è la possibilità di poterlo vedere attraverso il film di Deepa Mehta “Water”.

Grazie  a tutti Giovanna_JTR

Inserito da: Just true respect | Ottobre 12, 2007

Stato-Ambiente

Come sappiamo e almeno dovremmo sapere la terra non è di proprietà di nessuno, ma patrimonio di tutti gli esseri viventi: l’aria, il sole, l’acqua e il calore terrestre rappresentano i servizi offerti dal Pianeta alle sue “creature”, come uno Stato ai suoi cittadini.

Quindi come accade in uno Stato quando la cattiva gestione genera servizi mediocri, ciò si verifica anche nell’ambiente Terra. L’inquinamento è la conseguenza primaria dell’uso improprio delle risorse, esso rappresenta il “servizio mediocre” del nostro “Stato-Ambiente”.

Non è un diritto dell’uomo utilizzare, consumare e sprecare tutte le risorse ambientali ignorando le conseguenze di queste azioni.

Non è un diritto dell’uomo arricchirsi a spese degli altri

Non è sicuramente un diritto dell’uomo generare povertà

Non è E NON POTRA’ MAI ESSERE un diritto uccidere la terra.

Giovanna _JTR

Inserito da: Just true respect | Ottobre 11, 2007

Naziskin a Dachau

Oggi un gruppo di estremisti di Bolzano si è fatto ritrarre con magliette e accendini nel campo di concentramento di Dachau per insultare sopra ogni limite della decenza la memoria delle vittime della shoah.

Si sono fatti ritrarre davanti al forno crematorio con saltuto hitleriano, hanno mostrato magliette antisemite e fatto foto con accendini davanti al monumento alla memoria delle sinagoghe bruciate..

Io non riesco ad immaginare una cosa più agghiacciante che vedere dei ragazzi della mia età ritratti sorridenti con il braccio alzato in un campo di concentramento.. ma è successo..

Giuro che per me queste persone sono dei mostri e dovrebbero vergognarsi… ma la vergogna non è sicuramente parte di loro perché certe persone non hanno coscienza.. e non riescono a capire che significa offendere profondamente la memoria di qualcuno che è volato via per mano di carnefici senz’anima..

Oggi ho provato vergogna per loro e tanta pena.. si perché ormai questo mondo di apparenza fa compiere gesti criminali e incivili solo per arrivare alla notorietà.. Sono senza parole.. Sono delle persone senza sentimenti perché l’odio esternato in questa maniera non è nemmeno più un sentimento..Io che vi parlo sempre di rispetto e di amore per gli altri oggi mi sento veramente impotente.. quando vedo questi atti perdo la fiducia che questa società può migliorare..

Sò che dovrei essere meno sentimentale.. Che dovrei parlarvi in maniera più oggettiva ma oggi non ce la faccio.. Di fronte a questo schifo proprio non ce la faccio!

Sabrina_JTR

Inserito da: Just true respect | Ottobre 11, 2007

Just true respect.. Non ci resta che migliorare!!

Inserito da: Just true respect | Ottobre 10, 2007

TRAIN DE VIE

Oggi ho deciso di consigliarvi un bellissimo film, direi una vera e propria opera d’arte..

“Train de vie – Un treno per vivere” è un film del 1998 del regista Radu Mihaileanu.

Siamo nel 1941 in un villaggio Yiddish dell’Europa dell’Est.. Il matto del villaggio, Schlomo, avvisa che nei paesini intorno i nazisti deportano gli ebrei nei campi di concentramento.

Il panico si scatena nel consiglio degli anziani ma il piano di Schlomo per la salvezza sarà folle ma vincente: propone di autodeportarsi !! Propone di comprare un treno e scappare portando tutto il paese verso la Palestina creando una vera e propria messa in scena: alcuni dovevano fare la parte dei soldati nazisti e gli altri i deportati.

Il viaggio si trasforma in un vero e proprio girovagare per sfuggire ai tedeschi veri, all’interno dei vagoni storie d’amore, ideali di comunismo e infine l’incontro con un gruppo di gitani che avevano avuto la stessa loro idea. Il finale è molto particolare.. ma non ve lo sto ad anticipare.. Guardatelo!!

Il film è surreale, comico e affronta i temi della shoah e del nazismo in maniera insolita ma secondo me molto più profonda ed emozionante.

Sabrina_JTR 

ps. Ringrazio i miei coinquilini per avermi proposto questo film che non conoscevo…

Inserito da: Just true respect | Ottobre 9, 2007

Il fondo è stato già toccato!

“E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancor fecondo.”                    Bertold Brecht

Dal libro “Lettere dei condannati a morte della resistenza europea”:

“Cara mamma, caro fratello, cara sorella, io muoio per un mondo che splenderà con luce tanto forte, con tale bellezza che il mio stesso sacrificio è nulla. Confortatevi pensando che per esso sono morti milioni di uomini in migliaia di lotte sulle barricate e sui fronti di guerra. Consolatevi pensando che muoio per la giustizia. Consolatevi pensando che le nostre idee vinceranno.”

“Le porte si aprono. Eccoli, i nostri assassini. Vestiti di nero. Sulle loro mani sporche portano guanti bianchi. A due a due ci cacciano dalla sinagoga. Care sorelle e fratelli, come è duro dire addio per sempre alla vita così bella. E, quelli che restano in vita, non dimenticate mai la nostra innocente piccola via ebraica. Sorelle e fratelli, vendicatevi sui nostri assassini.”

“Viviamo in un mondo di perfida regressione, in cui un odio superstizioso e avido di persecuzione si accoppia ad un terror panico; in un mondo alla cui insufficienza intellettuale e morale il destino ha affidato armi distruttive di raccapricciante violenza, accumulate con la folle minaccia – “se così deve essere”- di trasformare la terra in un deserto avvolto da nebbie venefiche. L’abbassamento del livello intellettuale, la paralisi della cultura, la supina accettazione dei misfatti di una giustizia politicizzata, il gerarchismo, la cieca avidità di guadagno, la decadenza della lealtà e della fede, prodotti, o in ogni caso promossi da due guerre mondiali, sono una cattiva garanzia contro lo scoppio della terra, che significherebbe la fine della civiltà”                 Tomas Mann

Queste parole così ricche di emozioni e disperazione spiegano molto più di altre mille parole.. Non facciamo che questo ricapiti.. Non dobbiamo dimenticare che il fondo è già stato toccato.. Ne approfitto per consigliarvi il Museo Monumento al Deportato a Carpi, un luogo per ricordare..

Sabrina_JTR

Guttuso

Inserito da: Just true respect | Ottobre 8, 2007

Comunicate e non ghettizzate!!


Un paese non può vivere limitandosi a ghettizzare gli stranieri.. Escludere una qualsiasi persona perché considerata diversa è deludente…

Io penso che Grillo e tutti quelli che hanno espresso giudizi per colpire politici o lo stesso Grillo, tutti quelli che si limitano a prendere una posizione a favore dell’uno o dell’altro, tutti quelli che parlano di esclusione mi fanno veramente pena! È orrendo pensare di risolvere i problemi attraverso ghetti o leggi o regole o divieti.. Ma la storia non vi ha insegnato nulla???

Quante persone devono soffrire ancora prima di imparare che la guerra non risolve nulla, la repressione non risolve nulla, la xenofobia non risolve nulla… Dove è andato a finire il rispetto, la comunicazione, il dialogo.. perché nessuno a proposto di creare degli spazi di sensibilizzazione, di conoscenza e di socialità con le persone straniere.

Sabrina_JTR

Inserito da: Just true respect | Ottobre 8, 2007

IL BANCHIERE DEI POVERI

Muhammad Yunus nasce a Chittagong in Bangladesh nel 1940 è un banchiere e un economista e ha ideato e in seguito realizzato il microcredito, ovvero un sistema di piccoli prestiti ad imprenditori molto poveri che aimè non avrebbero mai ottenuto credito dalle banche tradizionali.

È il fondatore della Grameen Bank, la prima banca al mondo ad effettuare prestiti ai poveri basandosi non più sulla solvibilità del credito ma sulla fiducia e per gli sforzi ottenuti è stato consacrato con il premio nobel per la pace nel 2006. La banca si affida a dei piccoli gruppi di solidarietà, destinatari del prestito ma che si aiutano a vicenda.

Ma veniamo a Yunus, il signor Yunus era un professore universitario poi direttore del dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong. Un giorno, spiega nel suo bellissimo libro “Il banchiere dei poveri” che io personalmente vi consiglio, si rende conto che le teorie economiche che egli insegnava erano molto lontane dalla realtà. Così con i suoi alunni decise di uscire per le strade ed analizzare l’economia del suo villaggio parlando direttamente con le persone.

Capì che la povertà non era dovuta alla pigrizia della persona o alla sua ignoranza ma dalla carenza del sostegno delle strutture finanziarie del paese. Decise di utilizzare le scienze economiche al servizio delle persone e nella lotta alla povertà. Idealizzo il microcredito e la banca Grameen e fece leva soprattutto sulle donne affinché fondassero coopertive che coinvolgessero tutta la popolazione.

Il banchiere dei poveri ha provocato un cambiamento di mentalità anche all’interno della Banca Mondiale che ha cominciato a seguire le linee guida di Grameen con progetti simili. Il microcredito diventò uno strumento per promuovere lo sviluppo economico e sociale e venne utilizzato in tutto il mondo.

Sabrina_JTR

Inserito da: Just true respect | Ottobre 4, 2007

TURISMO RESPONSABILE: cosa fare e cosa no

Il turismo responsabile: già ma a che cosa ci riferiamo? Molte persone di fronte a questo termine non sanno bene cosa rispondere, pensano che sia per forza una forma di turismo “scomoda” dove non ci si può rilassare, dove tutto è un’avventura… ma non è per forza così.

Fare turismo responsabile è anche semplicemente un’attitudine, un modo di viaggiare attento all’ambiente e alle popolazioni indigene: per questo, come ovvio, viaggiare in molti dei grandi resort che ci propongono in continuazione le multinazionali del turismo non è propriamente fare un viaggio responsabile, in quanto spesso i villaggi turistici sorgono in zone ad alto impatto ambientale, devastando l’ecosistema e spesso arrecando solo danno alla popolazione locale.

Uscendo fuori da circuiti di turismo classici, si possono trovare anche molti operatori che propongono viaggi eco-sostenibili e responsabili (vedi anche”Vacanze etiche” nella categoria Libri), che offrono al turista sistemazioni presso strutture locali (che comunque offrono adeguate garanzie sia rispetto all’ambiente che verso le popolazioni locali), riconoscono la centralità della comunità ospitante, e operano favorendo una positiva interazione tra industria del turismo, le comunità locali e i viaggiatori.

Gli operatori e le agenzie di viaggio che specializzati nel settore dell’ecoturismo sono numerosi e generalmente di piccole dimensioni; molto spesso proposte di ecoturismo vengono vendute tramite ONG che hanno progetti nel settore della cooperazione internazionale (in questo caso troviamo prevalentemente viaggi nelle zone del Sud del mondo).

 

Purtroppo però bisogna anche fare attenzione a quei tour operator che tendono a definire i propri viaggi “responsabili” solo per una questione di marketing, ma che in realtà non hanno niente che rientri in questa tipologia di viaggio.

Ma un viaggiatore può sempre rendere sostenibile e responsabile il proprio viaggio, come?

 

-Prima della partenza dovrebbe sempre informarsi bene sul paese che intende visitare, i suoi usi e costumi, i suoi problemi sociali, o il contesto socio economico;

-E’ importante che ci si interroghi sulle aspettative e motivazioni del proprio viaggio;

-Si possono richiedere agli organizzatori delle garanzie sull’eticità delle strutture dove ci si sta recando, o se si è un turista fai da te, si possono scegliere strutture che hanno una certa attenzione per l’ambiente e in linea con la cultura del luogo;

-Si privilegiano servizi di accoglienza di tipo familiare:

-Durante il viaggio è opportuno non ostentare ricchezza, soprattutto quando ci si trova in paesi poveri;

-Si devono rispettare usi e costumi locali, evitando di offendere la gente del posto con le proprie abitudini;

-Ovviamente, si deve rispettare l’ambiente e il patrimonio artistico e culturale del luogo!!!

 

Ma fare turismo responsabile a volte può anche voler dire rinunciare (anzi, speriamo semplicemente rimandare) a visitare alcuni luoghi, in quanto l’impatto turistico non porta altro che conseguenze negative.

Ad oggi, uno dei paesi in cui sarebbe bene evitare di praticare turismo è l’ex BIRMANIA, oggi conosciuta con il nome di Myanmar.

In questo paese il turismo aiuta a mantenere la dittatura militare al potere, e l’impatto sulla comunità locale è devastante: “Solamente per entrare nel paese bisogna cambiare l’equivalente di 200 $ che finiscono direttamente nelle tasche dei generali. Quasi tutti gli hotel, i mezzi di trasporto e le compagnie aeree interne sono controllate dai militari che sono sempre presenti creando joint-venture obbligatorie sia con le aziende straniere che con quelle nazionali…. Aree turistiche in Bagan, Rangoon, Mandalay sono state e continuano ad essere ristrutturate ed abbellite con il ricorso ai lavori forzati e l’indotto che di conseguenza ne viene generato finisce direttamente nei forzieri della giunta militare. Tutto il resto del paese è blindato: ai turisti, così come agli operatori umanitari ed agli osservatori internazionali. Guerriglia, epurazioni etniche, azioni di forza sono all’ordine del giorno…. Per questo, sia il Governo Birmano in esilio, che la Lega Nazionale per la Democrazia il partito guidato dal Premio Nobel Aung San Suu Kyi, insieme a centinaia di organizzazioni non governative hanno chiesto ai turisti di non visitare la Birmania sino all’istaurazione di un governo democratico birmano……. Prima di andare in vacanza nel paese dei lavori forzati, dei prigionieri politici, della pulizia etnica e degli stupri nei confronti delle minoranze etniche sarebbe il caso di pensarci un po’.. per il turista la Birmania rappresenta un paradiso fantastico da assaporare tramite un bel viaggio di relax, per il popolo birmano è un inferno che va avanti da quasi mezzo secolo, grazie anche all’industria del turismo.” 

(Tratto da www.aitr.org)

Daniela_JTR

Inserito da: Just true respect | Settembre 29, 2007

SPAGNA: Saragozza e Barcellona, verso casa..

Devo dire che lasciare Madrid un po’mi dispiace.. oltre al fatto che è una bella città, e che da sensazioni positive, sento anche che il nostro viaggio sta per terminare, e la cosa, come al solito, mi mette un po’ di tristezza. Ma cerco comunque di godermi ogni momento di questo viaggio, dobbiamo ancora fare più di 600 Km qui in Spagna, e sicuramente avremo molte cose da vedere e da vivere.La strada verso Saragozza, (sempre autovia, che non si paga..) è molto suggestiva: una volta fuori dal caos della capitale, iniziano a profilarsi all’orizzonte valli e canyons, mulini per energia eolica e ovviamente tori imponenti..  se non fosse per l’aria decisamente frizzante, sembrerebbe di stare in mezzo a qualche film americano, nella strada verso Las Vegas..Man a mano che ci avviciniamo a Saragozza inizia anche ad aumentare il vento, e ben presto ci ritroviamo in mezzo ad una foresta di mulini dell’energia eolica! Sono un po’ i giganti che racconta Cervantes, ma del nostro secolo!!Saragozza, come molte altre città qui in Spagna, è praticamente un cantiere a cielo aperto: ci sono lavori praticamente ovunque, trivellatrici, operai, strade completamente buttate per aria…Ma anche questa è Spagna, dopotutto…Il nostro hotel, della catena degli IBIS, si trova proprio di fronte alla maestosa e stupenda Cattedrale, dall’altra parte del fiume.Parcheggiata la moto, andiamo subito a fare un giro per la città.

saragozza 

Il vento è ancora forte e l’aria fresca, così ci fermiamo a mangiare un boccone prima di continuare il nostro giro turistico e di souvenirs (ormai siamo quasi alla fine del viaggio.. e questo me lo ricorda sempre di più).Ho l’impressione che questa sia proprio una bella città, venendo da Madrid si nota subito di quanto sia tranquilla e certamente vivibile. Una buona impressione direi…L’indomani si riparte, di nuovo in sella alla moto per il suo ultimo tratto spagnolo, direzione Barcellona, dove tutto è cominciato..Inutile dire che anche qui il panorama è molto bello, soprattutto avvicinandoci alla città catalana, dove ci si presentano le montagne del Montserrat!!Su Barcellona c’è ancora la stessa nuvola grigia di quando siamo partiti.. è un po’ inquietante, ma per fortuna riusciamo a raggiungere l’hotel senza prendere un goccio d’acqua.Beh, di Barcellona che dire.. tra tutte le città spagnole è quello che mi piace meno (sarò criticabile, ma i gusti sono gusti, no??). La rambla è stra – piena di gente ( e a dire la verità ho sentito solo parlare italiano),e  personalmente Gaudì non mi fa impazzire.. La parte che più preferisco di questa città è il Barri Gotic, la sua città vecchia. Questa si che mi piace, è più suggestiva, e poi mi ricorda anche il libro, stupendo L’OMBRA DEL VENTO, ambientato proprio a Barcellona..Il tempo è altalenante, ma nei 2 giorni e mezzo che abbiamo a disposizione riusciamo a girare abbastanza bene, dividendoci la città a zone: Il Passeig de Gracia, la Sagrada Famiglia, il Parc Guell, la città vecchia, il parco della ciutadella e la barceloneta. Ovviamente di mezzo anche la ramaba, el raval e altre zone limitrofe, dove ci piaceva camminare tra le vecchie e strette vie…A Barcellona abbiamo mangiato un paio di sere in un ristorante indo – pakistano, ottimo cibo e soprattutto molto molto economico.Ora sorvolerò sul personale ricordo che mi sono portata a casa da Barcellona, (i miei amici sanno di che si tratta..)l’incubo più grande è stato il Traghetto… ci aspettava al varco, come per l’andata, quel tremendo mostro marino mal funzionante, sporco e corrotto.. mai esperienza più faticosa fu il viaggio a bordo dell’Eurostar Roma.. Fortunatamente abbiamo conosciuto un’altra coppia, come noi sventurati su quel traghetto, e così tra racconti di viaggioe chiacchiere sulle moto, il tempo ci è passato un po’ meglio.Ragazzi miei, che dirvi ancora.. la Spagna è un bel paese che va esplorato, di sicuro mi manca ancora molto da vedere, ma come prima volta può andare.. di sicuro ho tanti bei ricordi con me, tante immagini, odori e colori di questa calda terra latina.

Un bacio Daniela_JTR

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